mercoledì 2 gennaio 2008

THE CURE - Seventeen Seconds (1980, Deluxe Edition 2cd)

I 17 secondi che possono cambiare un'esistenza
Della triade gotica dei Cure, "Seventeen Seconds" è sicuramente il mio album preferito, a dispetto della sua fragilità in confronto al monumento dark "Faith" e all'estremista "Pornography". Meno acerbo dell'esordio "Three Imaginary Boys", questo disco mantiene tuttavia intatto quell'approccio disinteressato verso il mondo della discografia che è caratteristica dei gruppi alle loro prime esperienze e che quasi sempre realizzano in questa fase i loro migliori lavori. I Cure del 1980 sono concentrati sui loro strumenti e non su altro, non sul look: li possiamo "ammirare" nei video dell'epoca vestiti con abiti da pochi soldi e con i capelli tagliati male, ma veramente male (nulla a che fare con la famosa criniera leonina che qualche anno dopo renderà celebre il leader Robert Smith). Non c'è più il bassista Michael Dempsey, sostituito da Simon Gallup, che proprio in questo disco esordirà con un suono e una tecnica che influenzerà tutta le new wave del decennio (basti pensare al giro strafamoso di "A Forest"). Entrano anche le tastiere nel sound "curesque", grazie a Mathieu Hartley, che però ha precisi ordini da parte di Smith: non suonare mai più di una nota alla volta.

Il suono di questo album è rarefatto, la batteria metronomica, il basso dominante, la chitarra liquida grazie all'effetto "flanger". Ci sono le lande brumose della campagna inglese, le notti gelide, le foreste della mente dove si nasconde la "donna-Cure": è lei che aleggia con la sua presenza in tutte le canzoni del disco. Dopo l'intro stumentale di "A Reflection", ecco "Play For Today" con il suo ritmo sostenuto, il basso incalzante e la voce distaccata di Smith. Ma è solo una parentesi di 3 minuti: seguono le atmosfere rarefatte di "Secrets", "In Your House" e "Three" dove il cantato è solo una eco lontana tra i battiti metallici della drum machine. "The Final Sound" è un breve bozzetto horror e sembra quasi un intro ad uno dei pezzi più famosi della discografia Cure: "A Forest". "M" potrebbe essere quasi romantica se non fosse sopraffatta dall'immensa tristezza delle sue liriche. "At Night" è dominata da un basso distorto e da un riff tastieristico glaciale, mentre la chiusura è delegata al brano che da' il titolo al disco: "Seventeen Seconds", la batteria ad imitare il ticchettio di un orologio, "tutto è quieto adesso" canta Smith, riferendosi ai 17 secondi che possono cambiare un'esistenza.


Ho accolto con estremo piacere la notizia che la Fiction ha deciso di ristampare questo album, rimasterizzato ed arrichito di un secondo cd stracolmo di inediti. C'è il singolo "I'm A Cult Hero", un curioso scherzo di Smith e soci insieme all'amico postino Frank Bell... uno scherzo che però ha portato i nostri ai primi posti della classifica indie canadese. Poi ci sono delle demo-versions e molti brani live, frutto dell'intenso tour che seguì l'uscita di "Seventeen Seconds". Alcuni di essi erano sulla cassetta "Curiosity", oramai introvabile. Insomma, una chicca per gli amanti dei Cure, che, come me, dopo essersi comperati l'album in vinile a suo tempo, convertitisi al cd qualche anno dopo, hanno ricomprato questo disco, nella nuova veste di doppio cd rimasterizzato e pieno di bonus, senza troppi rimpianti.


Tracklist disco 1
1.: Reflection
2.: Play For Today
3.: Secrets
4.: In Your House
5.: Three
6.: Final Sound
7.: Forest
8.: M
9.: At Night
10.: Seventeen Seconds

Tracklist disco 2
1.: I'm A Cult Hero - Cult Hero
2.: I Dig You - Cult Hero
3.: Another Journey By Train (group home instrumental demo 1980)
4.: Secrets (group home instrumental demo 1980)
5.: Seventeen Seconds (live in Amsterdam 1980)
6.: In Your House (live in Amsterdam 1980)
7.: Three (alternative studio mix 1980)
8.: I Dig You (live at The Marquee 1980) - Cult Hero
9.: I'm A Cult Hero (live at The Marquee 1980) - Cult Hero
10.: M (live in Arnhem 1980)
11.: Final Sound (live in France 1980)
12.: Reflection (live in France 1980)
13.: Plan For Today (live in France 1980)
14.: At Night (live in France 1980)
15.: Forest (live in France 1980)

formazione:
Robert Smith: voce/chitarra
Simon Gallup: basso
Lol Tolhurst: batteria
Matthieu Hartley: tastiere

16 commenti:

Mario Scafidi ha detto...

mitici

vecchiatalpa ha detto...

complimenti!

sauvage27 ha detto...

Splendida...la pagina musicale.... , ...mandi mandi ...Loris...

Laura ha detto...

...a volte bastano molto meno di 17 secondi per cambiare l'esistenza....purtroppo....Ciao e buona giornata.

Gemella Monella ha detto...

ottima

francamente ha detto...

grandi!

Melina2811 ha detto...

A me non piacciono più di tanto

sauvage27 ha detto...

Ciao...un passaggio per un piccolo saluto friulano...mandi mandi ...Loris...

giadatea ha detto...

è da una vita che non li ascolto! quasi quasi...

Melina2811 ha detto...

Non è assolutamente il mio genre musicale preferito...

lucestelle ha detto...

Li ho ascoltati per anni erano il gruppo musicale preferito del mio ex....mi sono usciti dalle orecchie, pero' mi ha fatto piacere leggere il tuo post su di loro ben fatto ciao

Melina2811 ha detto...

ma che fine hai fatto??

Melina2811 ha detto...

Torna a trovarci... per un salutino, ciao da Maria

Melina2811 ha detto...

Ciao e buon fine settimana da Maria

silvio ha detto...

I Cure sono stati la colonna sonora dei miei vent'anni... leggendo il tuo post mi sono venuti i brividi. Ricordo l'emozione di quando ho comprato seventeen seconds......

.:: Reis ::. ha detto...

Complimenti per il post, ma purtroppo devo correggerti sul punto che riguarda le tastiere: non so dove tu abbia preso quell'informazione, o forse è una tua deduzione, ma diciamo che la tua frase "...che però ha precisi ordini da parte di Smith: non suonare mai più di una nota alla volta", mi ha fatto sorridere. La tastiera usata in quell'album era una tastiera monofonica; era quindi impossibile suonare più note contemporaneamente!.. Nessun ordine di Smith quindi ;) Ciao

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